
Ciao, mi presento, sono Fabiola e di professione sono un’infermiera. Da sempre però amo più che altro viaggiare e più di 10 anni fa, dopo il diploma, sono partita da sola per l’Australia. Da lì non mi sono più fermata. È per questo motivo che ho deciso di aprire questo blog, per raccontare dei miei viaggi fatti prima in solitaria e dopo con il mio attuale marito.
In questo primo articolo voglio aiutare i viaggiatori che sono alle prime armi a non commettere i miei stessi errori nell’organizzazione del loro viaggio. Stai per intraprendere un viaggio lungo, in solitaria, in un posto lontano e non sai bene cosa andrai a fare e per quanto tempo? Continua a leggere il mio articolo in cui ti racconto la mia esperienza.
In questo articolo del nido viaggiatore voglio raccontarti della mia prima volta. No, non quella prima volta, ma la prima volta in cui ho deciso di prendere un aereo e catapultarmi dall’altra parte del mondo. Precisamente ad Adelaide, in Australia. Ci sono rimasta 10 mesi e non sono stati per niente facili. Ma era un sogno che desideravo da tanto tempo e che alla fine del liceo, grazie all’aiuto dei mei genitori, sono riuscita a realizzare. E poi c’era una parte della mia famiglia materna, che viveva lì. Mi sono detta che magari, sarebbe stato ancora più facile, che mi avrebbero sostenuto. E invece, da un giorno all’altro, sono stata letteralmente buttata fuori di casa. Letteralmente mi è stato detto che la mia prozia, presso cui mi sono appoggiata all’inizio, viveva bene da sola e avrebbe voluto tornare ad esserlo.
- Non fare affidamento sui familiari, soprattutto se sono persone che non conosci
Questo è stato il mio primo errore e la prima lezione che ho imparato. Certo non sarà così per tutti, ovviamente non tutte le famiglie sono uguali. Ma ho capito che, se si va in un Paese, in cui si trovano componenti della famiglia, l’organizzazione è la tua arma vincente. Quello che posso consigliare è quello di incominciare a farsi un’idea. Dove voglio andare, per quanto tempo, cosa voglio fare, cosa mi permette di fare il mio visto.
- Non stabilirti in una città
Prima di partire per questo viaggio che sogni tanto, ti consiglio di pensare bene a dove atterrare e per quanto tempo rimanere. L’Australia è enorme, quindi significa che ci sono tante bellissime città e posti da visitare e tantissime cose da fare. Quindi quello che ho imparato dalla mia esperienza è di pianificare bene quanto tempo si vuole rimanere in quella città e poi magari si può pensare di spostarsi in un altro posto, in base ai propri interessi. A Sydney, per esempio, ci sono sicuramente molte più possibilità di trovare lavoro che in Adelaide, visto che è una città molto più grande ed è la città più importante, economicamente parlando. Ma ci sono anche Perth o Melbourne o Brisbane da considerare, che hanno tutte caratteristiche diverse.
Questo è stato il mio secondo errore, cioè, stabilirmi ad Adelaide e non avere avuto l’idea di spostarmi e viaggiare in un’altra città, solo per paura di rimanere sola e di non avere più nessuna base d’appoggio.

- Quale visto scegliere
Passiamo ora al tema visti, dato che in Australia ce ne sono a centinaia, come potete constatare dal seguente link del sito ufficiale del governo australiano: https://immi.homeaffairs.gov.au/visas/getting-a-visa/visa-listing.
Ognuno di questi visti si differenzia l’un l’altro per qualche ragione, anche se alcuni sembrano tutti uguali, l’importante è sempre scegliere quello giusto, vista la fiscalità dell’Australia.
Ma per chi, come me, vuole andare per lunghi periodi e intende lavorare per mantenersi, è necessario comprare il visto Working Holiday, cioè di viaggio-lavoro. Bisogna comprare il visto online, riempiendo un modulo e pagare in anticipo. Dopo una o due settimane circa, arriva la risposta se il visto è stato accettato oppure no. Ma la maggior parte delle volte, se è tutto in regola, lo rilasciano senza problemi.
- WWOOFing

Io appunto come ho fatto capire, sono partita senza la minima idea di che cosa avrei fatto, di quanto tempo sarei rimasta e cosa prevedeva il mio prossimo futuro. All’inizio è stato tutto molto bello, ho conosciuto i membri della mia lontana famiglia, ho visitato posti molto belli e mi sono ambientata nella loro cultura un po’ diversa. Poi è arrivato però, il momento di cercare lavoro e capire cosa fare. Ho aperto il mio conto in banca presso la commonwealth bank, la banca più grande d’Australia, così che avrei potuto guadagnare e poi grazie a una zia, ho conosciuto il WWOOF, detto anche Wwoofing, acronimo che sta per “World Wide Opportunities on Organic Farms”. A parole semplici, volontariato presso fattorie o case private, in cui delle Famiglie o delle persone anziane ti ospitano gratuitamente, con vitto e alloggio pagati, mentre tu in cambio lavori per loro, aiutandoli nella gestione della fattoria o del giardino.
Io l’ho trovata un’esperienza molto positiva, che consiglio assolutamente, sia per via della mia crescita personale, io vivevo con un’anziana signora Australiana che parlava solo inglese e mi ha aiutato tantissimo a imparare la lingua. Ma anche grazie al fatto che il wwoofing è valido per il rinnovo del visto per un altro anno, se si ha il desiderio di rimanere più a lungo.
Qui di seguito, vi lascio il link, nel caso potrebbe interessarvi: https://wwoof.com.au/.
- Considerare le diverse possibilità di lavoro
Dopo che il periodo con il wwoofing era finito, cioè 3 mesi, ho dovuto trovare lavoro e alloggio altrove. La mia ricerca mi ha portato, dalla periferia, in pieno centro di Adelaide. Avevo trovato un appartamento piccolo ma molto carino, da condividere con un’altra ragazza. Per quanto riguarda il lavoro invece, mi dividevo tra una caffetteria italiana, all’interno del Mercato Centrale, e un food court, o area ristoro.
Trovare lavoro ad Adelaide, nel 2014, non è stato così difficile. Soprattutto grazie al fatto che l’Australia è piena di emigrati italiani, che aiutano volentieri i nuovi arrivati. In Australia c’è molta solidarietà tra italiani emigrati ed emigrati di altre nazionalità. Il motivo è che tutti sono stati all’inizio “i nuovi arrivati”. Tutti hanno dovuto iniziare da un punto, per arrivare ad essere non più dei semplici emigrati, ma delle persone che hanno deciso di stabilirsi in quel luogo.
Quindi, inizia a scrivere il tuo curriculum, anche se non hai mai lavorato, come me prima di partire per l’Australia, portane alcune copie già stampate e distribuiscile dove più preferisci. Vedrai che alcuni di loro, prima o poi, ti contatteranno.

Dove tutto è iniziato e non mi sono più fermata
Era la mia prima volta così lontano dai miei genitori, non avevo mai lavorato e non sapevo minimamente che cosa significasse rimanere sola. Ma ce l’ho fatta. Seppure con tanti errori, sono tornata sana e salva a casa. E non era solo la mia valigia di vestiti che pesava, ma anche quella culturale, grazie a tutto quello che avevo imparato e all’esperienza che avevo accumulato.
Nonostante i miei errori e la mia poca organizzazione, non mi pento assolutamente dell’esperienza che ho vissuto. Perché viaggiare dall’altra parte del mondo, da sola, ti cambia letteralmente la vita. Cresci tantissimo a livello personale. Impari cosa significa la gestione del salario, impari a essere indipendente e impari di chi fidarti e da chi invece dovresti tenerti alla larga. Quindi non avere paura e buttati. Fai quel viaggio che sogni di fare da tanto tempo, perché ne vale assolutamente la pena.
Di ritorno dall’Australia poi non mi sono arresa, non l’ho vissuta come una sconfitta, ma anzi l’esperienza mi ha reso solamente più forte, per poi ripartire in gran forma verso un nuovo Paese.